Negli Stati Uniti si è diffusa una notizia bizzarra che ha fatto sorridere ma anche preoccupare molti. Alcuni robot aspirapolvere sono stati hackerati a distanza e, sorprendentemente, hanno iniziato a comportarsi in modo aggressivo, rincorrendo animali domestici e persino lanciando insulti razzisti ai proprietari. Secondo alcune fonti internazionali, i modelli coinvolti sono gli Ecovacs Deebot X2, di fabbricazione cinese, che sono stati oggetto di attacchi informatici sfruttando una vulnerabilità nel sistema di sicurezza.
Daniel Swenson, un avvocato del Minnesota, ha vissuto questa strana esperienza in prima persona. Mentre si rilassava sul divano con la sua famiglia, il suo robot ha improvvisamente iniziato a parlare. “Sembrava la voce di un bambino, forse di un adolescente”, ha raccontato Swenson. Quello che inizialmente sembrava un’anomalia si è rivelato essere qualcosa di più inquietante: gli hacker stavano osservando l’interno della casa tramite la videocamera dell’aspirapolvere. Sconvolto dalla scoperta, Swenson ha immediatamente spento il dispositivo e lo ha confinato in garage per evitare ulteriori violazioni della privacy.
Più episodi negli Stati Uniti
Ma la vicenda di Swenson non è stata un caso isolato. Lo stesso giorno, il 24 maggio, a Los Angeles un altro Deebot X2 ha dato segni di malfunzionamento, inseguendo il cane dei suoi proprietari e urlando insulti. Pochi giorni dopo, a El Paso, un altro robot della stessa serie ha iniziato a offendere verbalmente il suo proprietario.
Questi episodi mettono in evidenza un problema di sicurezza significativo. Già nel 2023, due ricercatori avevano avvertito che il sistema di protezione tramite pin dei Deebot X2 poteva essere facilmente aggirato, permettendo a cybercriminali di prenderne il controllo. Nonostante le segnalazioni, sembra che la società cinese produttrice non abbia adottato le misure necessarie per prevenire tali intrusioni, esponendo così i dispositivi a ulteriori attacchi hacker.