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Un percorso alternativo per accedere a Gemini, il chatbot di Google

google gemini

Un nuovo percorso si è aperto per coloro che desiderano esplorare Gemini, il chatbot avanzato offerto da Google. Con un semplice inserimento di ai.com nella barra degli indirizzi del browser, gli utenti vengono immediatamente reindirizzati alla pagina di Gemini, facilitando un accesso rapido ed efficiente.

Vi potreste chiedere cosa ci sia di così particolare. Sembra evidente che Google abbia integrato questo dominio nella sua strategia digitale per enfatizzare la presenza di Gemini. Ottenere il controllo di un dominio così ricercato rappresenta senza dubbio un colpo maestro da parte di Google, che dimostra la sua abilità nel navigare lo spazio digitale.

 

Dominio ai.com: esisteva già negli anni ’90

Tuttavia, una visita nel passato di ai.com rivela una storia meno diretta. Utilizzando strumenti come la wayback machine, si scopre che il dominio ai.com affonda le sue radici nei lontani anni ’90, originariamente registrato da Advanced Instruments Corp. Services. Inizialmente, l’azienda cercava probabilmente un indirizzo semplice ma significativo.

Dopo un periodo di stabilità, nel 2008 ai.com si trasformò in una piattaforma di notizie dedicate all’intelligenza artificiale. Avanzando fino a una decina di anni dopo, il dominio venne offerto in vendita da chi ne deteneva i diritti. Resta un mistero chi lo abbia acquisito, ma nel 2020 era già stato reindirizzato permanentemente a un dominio fino ad allora sconosciuto. Dal 2022 in poi, ai.com ha funzionato principalmente come un reindirizzamento verso vari indirizzi web, rendendo la sua storia ancora più intrigante.

Ad esempio, a luglio 2023, il dominio puntava a ChatGPT, mentre a novembre dello stesso anno il focus si spostò su Grok, un altro chatbot. A febbraio 2024, sorprendentemente, redirigeva verso un video di Marques Brownlee, per poi stabilizzarsi su Google Gemini, destinazione attuale.

Un’analisi whois di ai.com mostra una registrazione sotto Squarespace con dettagli di contatto associati a Google Domains, ma ciò non conferma definitivamente la proprietà del dominio da parte di Google. La situazione può essere interpretata in due modi: o Google ha effettivamente assicurato il dominio per i propri scopi, o qualcuno continua a manipolare l’indirizzo web per stuzzicare l’interesse verso l’intelligenza artificiale, lasciando aperta la possibilità di futuri cambiamenti di rotta.

Per cautela, se il vostro obiettivo è visitare Gemini, si consiglia di affidarsi direttamente al suo sito ufficiale. La storia turbolenta di ai.com suggerisce prudenza, almeno finché non emergano ulteriori conferme sulla sua attuale destinazione.

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