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Raccontare la propria storia di successo ai giornali: una, cento, mille volte

la propria storia ai giornali

Le più belle storie imprenditoriali meritano di essere riproposte tante volte

La nostra reputazione è determinata da ciò che il web dice di noi, ormai è risaputo. Vale per oggi, ma anche per ieri e per domani: perché la nostra immagine digitale è come una pianta, bisogna coltivarla nel tempo. Quello che viene pubblicato infatti rimane online ed è quindi più efficace quando poi viene aggiornato, ripetuto, ribadito. Vediamo qui le ragioni per cui chi già ha cominciato a curare la propria reputazione online, magari raccontando la propria storia ai giornali, ha ora l’urgenza di continuare a farlo.

 

Raccontare la propria storia ai giornali non è semplice

 

Innanzitutto bisogna saper rispondere alle tipiche domande del giornalismo: quando, dove, perché, chi, come, quanto, eccetera. Questo serve a costruire la storia, la notizia. Poi è necessario conoscere un giornale o un’agenzia di stampa, chi ci lavora, chi si occupa delle pubblicazioni, chi scrive. E le immagini, le fotografie, magari meglio ancora una video intervista.

Insomma far raccontare la propria storia ai giornali non è affatto semplice, ma per riuscirci c’è un modo che può aiutare e molto, ovvero rivolgersi a chi se ne occupa di lavoro. Pagine Sì! per esempio ha un intero reparto di produzione dedicato esclusivamente ai servizi reputazionali, publiredazionali, attività di pubbliche relazioni e di ufficio stampa. Cliccando su questo link puoi ottenere una consulenza gratuita, oltre a scoprire che risultati potrai raggiungere, ma in questo post parliamo invece di chi è già un passo avanti, di chi ha già il proprio nome pubblicato sul web.

Chi infatti è già online con il proprio comunicato stampa o con il proprio articolo che lo riguarda ha un grande vantaggio rispetto ai propri concorrenti. Gli altri, rispetto a lui o lei, non esistono. Finito, apriamo le bollicine, abbiamo vinto? Certo che no, in ogni settore un vantaggio competitivo non è mai definitivo e perenne. Una volta pubblicata la nostra storia, sia chiaro, siamo solo all’inizio.

 

Ripetere ai giornali la propria storia serve a renderla immortale

 

Chi deve ancora cominciare a coltivare la propria presenza digitale parte quindi indietro, ma cosa deve fare chi invece è già online?

Da un lato se ha capito l’importanza di apparire su media autorevoli è più propenso a continuare a farlo: ha già percepito i vantaggi di posizionamento che ottiene agli occhi dei suoi clienti, fornitori e in generale di tutti gli stakeholder. Questo gli permette di continuare a investire su un aspetto strategico e centrale, quello dell’autorevolezza.

Dall’altro lato continuare ad apparire sui media è il modo migliore per amplificare esponenzialmente la potenza del lavoro già fatto in passato. Questo perché –faccio un esempio- un’imprenditrice su cui c’è già un’articolo online mi risulta sì più autorevole di una di cui non ho notizie; ma se la stessa professionista è protagonista non di una sola pubblicazione, ma di numerose, allora la mia percezione della professionista beneficia di un “effetto moltiplicatore”.

Se infine la bella storia imprenditoriale che andremo a raccontare sarà molto simile a quella già pubblicata e riguardante la stessa storia, meglio ancora. La renderemo così “immortale”, solidificandone i perimetri e ribadendone i concetti cardine, che saranno così maggiormente fissati e quindi efficaci. Ma su questo concetto quasi banale era già d’accordo Platone due millenni e mezzo fa, quando scrisse “non vi è nulla di male nel ripetere una buona cosa”.

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