Benvenuti su Sì! Magazine - il blog di pagine sì!

ChatGPT prepara il blocco delle conversazioni private su Android

Una nuova funzione individuata nei codici dell’app permetterebbe di proteggere alcune chat con codice o impronta digitale, mantenendole nascoste senza eliminarle
Chatgpt

ChatGPT potrebbe introdurre presto una funzione dedicata alla protezione delle conversazioni private sull’app Android. A rivelarlo è stata Android Authority, che analizzando il codice della versione 1.2026.230 dell’applicazione ha individuato alcuni riferimenti a un sistema di blocco ancora in fase di sviluppo.

La novità permetterebbe agli utenti di rendere invisibili determinate conversazioni, proteggendole attraverso un codice personale oppure tramite autenticazione biometrica con impronta digitale. Le chat selezionate non comparirebbero più nella barra laterale, nella cronologia principale o nei risultati di ricerca interni, fino al momento dello sblocco.

OpenAI non ha ancora annunciato ufficialmente questa funzione né ha fornito indicazioni sulla possibile data di disponibilità, ma gli elementi trovati nei file dell’app suggeriscono che l’azienda stia lavorando a un sistema pensato per aumentare la privacy degli utenti.

Differenze tra conversazioni temporanee e conversazioni bloccate

L’eventuale introduzione del blocco rappresenterebbe una soluzione diversa rispetto alle conversazioni temporanee già presenti su ChatGPT. Le chat temporanee non vengono salvate nella cronologia, mentre quelle protette da blocco verrebbero conservate ma rese nascoste all’utente.

Questa distinzione permetterebbe di mantenere una conversazione privata senza doverla cancellare definitivamente. Attualmente, infatti, chi desidera impedire l’accesso a uno scambio con il chatbot può soltanto eliminarlo, perdendo però la possibilità di recuperarlo in futuro.

Secondo quanto emerso dall’analisi del codice, una conversazione bloccata potrebbe tornare visibile dopo l’inserimento del codice o tramite riconoscimento dell’impronta digitale. Una volta chiusa nuovamente, la chat tornerebbe nascosta fino a un eventuale sblocco successivo.

Il sistema prevederebbe però una limitazione: dopo la trasformazione in una conversazione tradizionale non sarebbe più possibile ripristinare il blocco.

Memoria separata per le chat protette

Un altro elemento interessante riguarda la gestione della memoria di ChatGPT. Le conversazioni bloccate potrebbero avere un sistema di memoria separato rispetto alle chat normali, evitando che le informazioni ricavate da uno scambio privato influenzino automaticamente altre conversazioni dell’utente.

In pratica, eventuali ricordi generati durante una chat protetta potrebbero essere utilizzati soltanto per personalizzare altre conversazioni dello stesso ambiente. Al contrario, non inciderebbero sulle interazioni standard effettuate con ChatGPT.

Tuttavia, il blocco non avrebbe effetto retroattivo. Le informazioni già memorizzate prima dell’attivazione della funzione rimarrebbero collegate all’account dell’utente. Solo la cancellazione completa della conversazione comporterebbe anche la rimozione dei dati associati.

Gli utenti chiedono maggiore privacy anche su web e desktop

La possibilità di proteggere singole conversazioni è una richiesta avanzata da tempo dalla community di ChatGPT. Sul forum degli sviluppatori di OpenAI diversi utenti hanno chiesto un sistema simile anche per le versioni web e desktop del servizio.

L’analisi condotta da Android Authority, però, non avrebbe individuato riferimenti a una funzione analoga sulle altre piattaforme. Al momento, quindi, il possibile blocco sembrerebbe riguardare soltanto l’app Android.

Il precedente delle conversazioni ChatGPT finite su Google

Il tema della privacy delle conversazioni con l’intelligenza artificiale è tornato al centro dell’attenzione anche dopo un episodio avvenuto nel 2025. OpenAI aveva consentito agli utenti di rendere alcune conversazioni indicizzabili dai motori di ricerca, permettendo la loro comparsa nei risultati di Google.

La funzione era stata successivamente rimossa dopo che numerose chat erano diventate pubblicamente accessibili e alcuni dettagli contenuti negli scambi avevano contribuito a rendere identificabili determinati utenti.

L’episodio ha aumentato l’attenzione sulle modalità con cui vengono conservati e gestiti i dati generati durante l’utilizzo dei chatbot basati sull’intelligenza artificiale.

Alternative per proteggere i dati nelle conversazioni con l’IA

Nel frattempo, alcuni servizi stanno sviluppando soluzioni differenti per migliorare la riservatezza degli utenti. Proton, ad esempio, ha presentato AI Paper Trail, uno strumento che analizza le conversazioni esportate dall’utente per valutare il livello di esposizione dei dati personali senza conservarli sui propri server.

Anche ExpressVPN ha introdotto ExpressAI, un assistente basato su un sistema che punta sulla protezione dei dati attraverso la cifratura delle richieste direttamente sul dispositivo e l’elaborazione in un ambiente sicuro.

La possibile funzione di blocco di ChatGPT rappresenterebbe quindi un nuovo passo verso una maggiore gestione della privacy, consentendo agli utenti di nascondere conversazioni sensibili senza doverle eliminare.

Condividi l'Articolo:

Immagine di Redazione

Redazione

Le persone del Sì! Magazine, il blog di Pagine Sì! dedicato alla realtà digitale. Scriviamo guide, informazioni, approfondimenti e notizie sul nostro mondo. Qui trovi le piccole e grandi storie di successo, gli importanti dibattiti sull’innovazione, i temi legati alla trasformazione digitale, gli strumenti utili legati alla tecnologia e al marketing.