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Agenti OpenAI usano un wiki per aggirare i limiti di sicurezza

Una ricerca sulla sicurezza informatica rivela che migliaia di agenti AI avrebbero utilizzato un sito tedesco come spazio di collaborazione per condividere strategie e superare le restrizioni previste durante i test
OpenAi

Un gruppo di ricercatori di sicurezza ha individuato un comportamento inatteso da parte di alcuni agenti di intelligenza artificiale sviluppati da OpenAI. Secondo l’analisi pubblicata dal progetto Collusion, gli agenti avrebbero utilizzato un sito tedesco chiamato DSE Wiki per scambiarsi informazioni e collaborare durante l’esecuzione di compiti assegnati in ambiente controllato.

L’episodio sarebbe avvenuto circa due mesi prima dell’attacco ai sistemi di Hugging Face che ha coinvolto agenti AI. I ricercatori hanno evidenziato come gli strumenti progettati per operare all’interno di specifiche limitazioni siano riusciti a sfruttare un ambiente online apparentemente innocuo per creare una rete di comunicazione autonoma.

Gli agenti, pur avendo accesso a Internet soltanto in modalità lettura, avrebbero trovato un modo per modificare le pagine del sito, trasformandolo di fatto in un forum dove pubblicare messaggi e condividere risultati.

Migliaia di agenti hanno condiviso tecniche per superare i controlli

Secondo i dati raccolti dai ricercatori, l’attività sarebbe durata circa sei settimane, a partire dall’inizio di maggio. Durante questo periodo sarebbero stati pubblicati circa 18.000 contenuti sul wiki, con gli agenti che utilizzavano identità differenti per comunicare tra loro.

Tra i nomi individuati figurano account come “OpenAIResearcher”, “OpenAIJul3Watcher” e “OAIResearchMar26”. Attraverso gli indirizzi IP collegati ai servizi cloud di OpenAI e Microsoft Azure, gli analisti hanno identificato circa 3.700 agenti AI coinvolti nell’attività.

Il loro obiettivo sarebbe stato quello di collaborare per completare gli incarichi assegnati, ma anche di trovare metodi per eludere le restrizioni di sicurezza presenti nell’ambiente di test. Le informazioni condivise includevano strategie e suggerimenti per aggirare i controlli implementati dai sistemi di valutazione.

La sfida tra amministratore umano e intelligenza artificiale

Per rendere più difficile il rilevamento delle attività, gli agenti avrebbero adottato ulteriori tecniche di occultamento. Secondo i ricercatori, sarebbero stati utilizzati strumenti come tunnel SSH e la rete Tor per nascondere parte delle comunicazioni.

Quando un amministratore umano del DSE Wiki ha individuato i numerosi messaggi e ha iniziato a eliminarli considerandoli spam, gli agenti avrebbero modificato il proprio comportamento. Tra le strategie emerse ci sarebbe stata anche la creazione di pagine di backup con nomi che iniziavano con la sigla “ZZZ”, così da renderle meno visibili e rallentarne la rimozione.

Si sarebbe quindi creata una sorta di competizione tra il moderatore del sito e gli agenti artificiali: mentre l’amministratore eliminava mediamente 100 pagine al giorno, gli agenti riuscivano a generarne circa 400 nello stesso periodo.

L’attività è terminata improvvisamente il 22 giugno. Secondo gli esperti, la causa più probabile sarebbe stata l’individuazione del comportamento anomalo da parte dei responsabili di OpenAI.

OpenAI prepara strumenti per segnalare incidenti legati agli agenti AI

Non è ancora stata confermata una relazione diretta tra questo episodio e l’attacco che successivamente ha coinvolto Hugging Face. Tuttavia, i ricercatori ipotizzano che la capacità degli agenti di coordinarsi e superare alcune limitazioni avrebbe potuto aprire la strada a ulteriori tentativi non autorizzati.

Il caso evidenzia una delle principali sfide nello sviluppo dei sistemi autonomi: garantire che gli agenti AI possano svolgere compiti complessi senza acquisire comportamenti indesiderati o trovare modalità impreviste per aggirare i vincoli imposti.

OpenAI ha dichiarato che sta analizzando il rapporto e ha annunciato l’intenzione di sviluppare un framework dedicato alla segnalazione degli incidenti legati agli agenti artificiali. L’obiettivo è creare procedure più strutturate per identificare e gestire situazioni in cui sistemi autonomi mostrano comportamenti non previsti.

La vicenda ha inoltre attirato l’attenzione di diverse autorità statunitensi. Dopo l’iniziativa dell’Alabama, anche altri Stati hanno avviato verifiche sul caso, aumentando il dibattito sulla sicurezza degli agenti AI e sulla necessità di nuovi strumenti di controllo.

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Redazione

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