Benvenuti su Sì! Magazine - il blog di pagine sì!

DOOH: il futuro della pubblicità è sempre più data driven

Tra programmatic, dati e omnicanalità, il Digital Out of Home evolve nel mercato italiano
Giorgio De Somma

Negli ultimi anni il Digital Out of Home (DOOH) ha attraversato una profonda evoluzione, passando da semplice canale di visibilità a ecosistema pubblicitario sempre più integrato, flessibile e guidato dai dati. La digitalizzazione degli impianti e la crescita delle soluzioni programmatiche hanno contribuito a ridefinire il ruolo di questo mezzo all’interno delle strategie media.

Nonostante la crescita, il mercato italiano presenta ancora margini di sviluppo. Persistono infatti alcune resistenze legate alla fiducia nella misurazione e nell’efficacia del mezzo, elementi che rallentano l’adozione più ampia da parte di brand e agenzie.

Il ruolo del programmatic nel DOOH

L’introduzione del programmatic rappresenta uno dei principali fattori di cambiamento. Questo approccio consente di riportare l’audience al centro della pianificazione, replicando logiche già consolidate nel digitale.

Grazie all’utilizzo dei dati, le campagne DOOH diventano più dinamiche e ottimizzabili in tempo reale. Gli inserzionisti possono modulare la distribuzione degli annunci in base a performance, contesto e audience, migliorando l’efficienza degli investimenti.

Tuttavia, in Italia il programmatic DOOH rappresenta ancora una quota limitata, pari a circa il 6% degli investimenti complessivi. La sfida principale resta quindi quella dell’education, necessaria per favorire un utilizzo più strategico e continuativo del mezzo.

Dati e targeting: verso campagne più precise

Uno degli elementi distintivi del DOOH moderno è la capacità di sfruttare una vasta gamma di dati. Dati di mobilità, geolocalizzazione, condizioni meteo, traffico ed eventi locali permettono di attivare campagne più contestuali e rilevanti.

Questo approccio consente di superare la logica tradizionale del broadcasting, puntando su attivazioni mirate nei momenti e nei luoghi con maggiore concentrazione di audience.

Tra le soluzioni più avanzate emergono anche i cosiddetti trigger contestuali, come l’“airport triggering”, che consente di adattare i contenuti pubblicitari in base ai flussi aeroportuali in tempo reale. L’evoluzione tecnologica introduce inoltre sistemi predittivi, in grado di anticipare i picchi di pubblico e ottimizzare automaticamente la distribuzione delle campagne.

Superare i falsi miti del DOOH

Nonostante i progressi, persistono alcuni fraintendimenti. Uno dei più diffusi riguarda la visibilità delle campagne programmatiche, spesso ritenute inferiori rispetto a quelle tradizionali. In realtà, l’efficacia dipende dalla strategia adottata, inclusa la selezione degli schermi e la gestione del budget.

Un altro mito riguarda i costi: il programmatic viene talvolta percepito come più oneroso, mentre l’utilizzo dei dati consente spesso una maggiore efficienza, concentrando gli investimenti sui contesti più rilevanti.

Infine, il DOOH è ancora visto come un mezzo esclusivamente orientato alla notorietà. Le evidenze dimostrano invece un impatto lungo tutto il funnel, dalla brand awareness fino alle conversioni.

Integrazione omnicanale e sinergie

Uno degli aspetti più rilevanti dell’evoluzione del DOOH è la sua integrazione nelle strategie omnicanale. Il mezzo si dimostra particolarmente efficace in sinergia con altri canali digitali, contribuendo ad amplificare i risultati complessivi.

Le campagne DOOH, ad esempio, possono incrementare le performance di search e social, oltre a lavorare in modo complementare con il mobile. Lo schermo cattura l’attenzione nello spazio fisico, mentre il mobile consente di proseguire l’interazione, attivando logiche di retargeting e misurazione avanzata.

Misurazione e KPI: un ecosistema sempre più maturo

La misurazione rappresenta un altro ambito in forte evoluzione. Oggi è possibile analizzare una vasta gamma di indicatori, tra cui attenzione, brand awareness, consideration e attribution, oltre ai dati di traffico in-store e vendite.

Questi strumenti permettono di collegare in modo sempre più preciso le campagne DOOH ai risultati di business. La crescente disponibilità di dati contribuisce a rafforzare la credibilità del mezzo, favorendone l’adozione.

Le prospettive per il mercato italiano

Guardando al futuro, il DOOH in Italia presenta ampie opportunità di crescita. La combinazione tra mondo fisico e dati digitali rappresenta il principale elemento distintivo, capace di offrire esperienze pubblicitarie più rilevanti e contestuali.

La piena maturazione del mercato passerà però attraverso un percorso di apprendimento continuo. Test, misurazione e utilizzo strategico delle tecnologie saranno fondamentali per sfruttare appieno il potenziale del mezzo.

In questo scenario, player tecnologici come Displayce puntano a supportare brand e agenzie, offrendo strumenti avanzati per l’attivazione di campagne data driven e contestuali, contribuendo così allo sviluppo dell’intero ecosistema DOOH.

Condividi l'Articolo:

Immagine di Redazione

Redazione

Le persone del Sì! Magazine, il blog di Pagine Sì! dedicato alla realtà digitale. Scriviamo guide, informazioni, approfondimenti e notizie sul nostro mondo. Qui trovi le piccole e grandi storie di successo, gli importanti dibattiti sull’innovazione, i temi legati alla trasformazione digitale, gli strumenti utili legati alla tecnologia e al marketing.