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Instagram, da app fotografica a social Frankenstein: la crisi d’identità della piattaforma

Dalla condivisione di foto con amici a un mix confuso di funzioni prese da altri social: ecco perché l’esperienza utente è cambiata per sempre
nuovo algoritmo di Instagram 2025

Quando nel 2010 Instagram è nato, il suo obiettivo era chiaro: condividere foto filtrate con un tocco creativo tra amici. Oggi quell’idea originaria è quasi irriconoscibile. La piattaforma, di proprietà di Meta, ha progressivamente assimilato funzioni di altri social media: dalle storie ispirate a Snapchat ai Reels mutuati da TikTok.

Ogni nuova tendenza del digitale è stata inglobata: e-commerce, ricerca tramite intelligenza artificiale, feed video algoritmico. Il risultato è un’esperienza frammentata che molti utenti descrivono come un “Frankenstein digitale”, assemblato con pezzi presi altrove.

Le ultime funzioni: tra invasività e imitazione

Nelle scorse settimane Instagram ha introdotto due novità globali:

  • Mappa, una funzione opt-in che mostra la posizione precisa degli amici ogni volta che si apre l’app, sulla scia di una feature di Snapchat. Nonostante la possibilità di disattivarla, molti utenti la percepiscono come invasiva.

  • Amici nei Reels, che consente di vedere i contenuti apprezzati, commentati e ripostati dagli amici. Se il repost pubblico è pratica comune online, la visibilità forzata dei like solleva dubbi sulla privacy.

Questi aggiornamenti si aggiungono a un elenco già lungo di funzioni pensate per aumentare l’engagement, ma spesso allontanano l’app dalla sua natura originaria.

Il feed perso tra influencer e contenuti sponsorizzati

Nonostante le dichiarazioni ufficiali di Adam Mosseri, CEO di Instagram, che punta a rendere la piattaforma “un’esperienza partecipata, per connettersi con le persone care”, la realtà è diversa. Il feed medio oggi è dominato da influencer professionisti, creatori di contenuti commerciali e pubblicità, con i post degli amici relegati in secondo piano.

Tentare di riportare centralità alle connessioni personali appare un’operazione tardiva e poco credibile, dato che l’algoritmo privilegia comunque i contenuti più performanti.

Una strategia di crescita basata sull’imitazione

Meta adotta da anni un approccio basato sull’integrazione di funzioni di successo provenienti da altre piattaforme:

  • Storie → prese da Snapchat

  • Reels → ispirati a TikTok

  • Funzioni shopping → in scia all’e-commerce social

  • Chatbot AI nella barra di ricerca → sulla scia del boom dell’IA generativa

Se da un lato questo consente a Instagram di restare competitivo, dall’altro snatura la sua identità, generando un’esperienza meno coerente e più dispersiva.

Un ritorno all’Instagram originale? Impossibile

Anche se si rimuovessero molte delle nuove funzioni, la struttura della piattaforma è ormai troppo cambiata. Come in un appartamento rattoppato con strati di vernice sopra muri deteriorati, l’Instagram originale è sepolto sotto anni di aggiunte e modifiche.

Il social non potrà tornare a essere quello di un tempo: la sua evoluzione è ormai irreversibile, e gli utenti devono scegliere se accettare questo ecosistema ibrido o migrare altrove.

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Immagine di Redazione

Redazione

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