L’evoluzione tecnologica sta trasformando numerosi ambiti della vita quotidiana, e lo sport non fa eccezione. Un esempio emblematico arriva dal biathlon paralimpico, dove il venticinquenne ucraino Maksym Murashkovskyi ha conquistato una medaglia d’argento a Tesero attribuendo parte del suo successo all’uso dell’intelligenza artificiale.
L’atleta, ipovedente, ha rivelato che negli ultimi mesi di preparazione si è affidato anche a un supporto digitale: ChatGPT è stato utilizzato come una sorta di allenatore virtuale, contribuendo alla definizione del piano di allenamento e offrendo suggerimenti tattici. Secondo il biatleta, il software avrebbe partecipato attivamente alla costruzione del percorso di preparazione atletica che lo ha portato sul podio.
Murashkovskyi ha spiegato che l’intelligenza artificiale non si è limitata a suggerimenti sporadici, ma ha contribuito a circa metà del programma di allenamento svolto negli ultimi sei mesi. Un supporto che, nelle sue parole, ha rappresentato una componente importante della sua preparazione complessiva.
Il ruolo di ChatGPT nella preparazione dell’atleta
L’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel percorso sportivo di Murashkovskyi è stato più ampio di quanto si possa immaginare. L’atleta ha raccontato di aver sfruttato il software in diversi modi: come strumento di analisi tattica, come motivatore nei momenti difficili e persino come supporto psicologico.
Durante la fase di preparazione, infatti, il sistema sarebbe stato consultato per valutare strategie di gara, suggerire variazioni negli allenamenti e offrire indicazioni su come migliorare le prestazioni. Non solo. In alcune situazioni, l’atleta ha dichiarato di aver utilizzato l’intelligenza artificiale anche come una sorta di consulente medico informativo, chiedendo indicazioni generali su recupero fisico e gestione dello sforzo.
Secondo Murashkovskyi, questa integrazione tra allenamento tradizionale e strumenti digitali ha reso il percorso più strutturato e motivante, contribuendo a mantenere alta la concentrazione durante i mesi di preparazione.
Allenatori umani e tecnologia: un equilibrio possibile
Nonostante l’esperienza positiva con l’intelligenza artificiale, lo stesso atleta ucraino non ritiene che gli allenatori umani possano essere sostituiti completamente dalle nuove tecnologie. A suo avviso, l’AI può rappresentare un supporto utile, ma non un rimpiazzo totale delle figure professionali dello sport.
Una posizione simile è stata espressa anche da Klaus Höllrigl, direttore tecnico della nazionale italiana di biathlon. Secondo l’allenatore altoatesino, il tema dell’intelligenza artificiale nello sport non è nuovo e viene discusso da tempo, ma il ruolo dell’allenatore resta centrale grazie alla componente umana.
Höllrigl sottolinea che un buon coach non si limita a programmare allenamenti. Tra le sue qualità principali ci sono empatia, capacità di motivazione e gestione dell’equilibrio tra carico di lavoro e recupero. Elementi che, almeno per ora, risultano difficili da replicare completamente con strumenti digitali.
L’intelligenza artificiale sempre più presente nella vita quotidiana
Il caso del biatleta ucraino si inserisce in un contesto più ampio. L’utilizzo dell’intelligenza artificiale sta crescendo rapidamente in numerosi settori, dalla scuola al lavoro, fino alla salute e alla vita personale. Strumenti come ChatGPT, Gemini o Claude vengono sempre più spesso utilizzati per ricevere consigli, informazioni e supporto nelle attività quotidiane.
Anche nello sport professionistico le tecnologie basate sull’intelligenza artificiale stanno trovando nuove applicazioni: dall’analisi dei dati di performance alla pianificazione degli allenamenti, fino alla prevenzione degli infortuni.
La medaglia conquistata a Tesero potrebbe quindi rappresentare uno dei primi esempi simbolici di integrazione concreta tra sport agonistico e intelligenza artificiale, segnando un passaggio interessante nell’evoluzione delle metodologie di allenamento.





