Con la nuova versione Claude 3.7 Sonnet, Anthropic introduce la possibilità di effettuare ricerche in tempo reale online, una funzione già familiare agli utenti di ChatGPT, ma che finora mancava all’AI sviluppata dalla startup americana. L’aggiornamento consente al chatbot di accedere a contenuti aggiornati e di fornire risposte più precise e affidabili, supportate da citazioni dirette e cliccabili che rimandano alla fonte originale.
L’accesso a questa funzionalità è attualmente limitato agli utenti statunitensi paganti, ma Anthropic ha assicurato che presto sarà esteso anche ai piani gratuiti e ad altri Paesi. In Italia, per il momento, si dovrà attendere, ma le prospettive sono positive.
Per abilitare la nuova funzione, è necessario attivarla manualmente nelle impostazioni dell’account tramite l’app web. Una volta attivata, Claude può cercare informazioni online al momento della richiesta, migliorando sensibilmente la qualità e l’attendibilità delle risposte.
Le potenzialità della ricerca in tempo reale
Anthropic ha presentato una serie di casi d’uso che illustrano chiaramente l’utilità della nuova funzione. In ambito commerciale, ad esempio, i team vendite possono prepararsi meglio agli incontri conoscendo in anticipo i trend del settore o le problematiche specifiche di un cliente. Gli analisti finanziari, invece, possono accedere a dati di mercato aggiornati, report recenti e previsioni economiche in tempo reale.
Il vantaggio si estende anche al settore della ricerca, dove la possibilità di basarsi su fonti primarie e recenti può fare la differenza nella qualità del lavoro. E infine, anche nel contesto più quotidiano degli acquisti online, la nuova funzione permette di confrontare prezzi, recensioni e specifiche tecniche dei prodotti in modo più completo e immediato.
Maggiore trasparenza, ma attenzione agli errori
Un elemento distintivo del nuovo sistema di ricerca è l’introduzione di citazioni cliccabili, che accompagnano le informazioni estratte dal web. Questo consente agli utenti di verificare facilmente l’attendibilità delle fonti, colmando una delle lacune più criticate dei chatbot: la mancanza di trasparenza.
Tuttavia, la possibilità di errore rimane, come accade con qualsiasi modello AI. Uno studio condotto dalla Columbia University ha rivelato che oltre il 60% delle risposte fornite da chatbot come ChatGPT e Gemini contiene imprecisioni o informazioni parzialmente errate. Anche Claude, quindi, non è esente da rischi di fraintendimento o misinterpretazione delle fonti.
Il consiglio rimane sempre lo stesso: usare gli strumenti AI con spirito critico, approfondendo le fonti proposte e non limitandosi a prendere per buono ciò che viene presentato. La presenza di link verificabili rappresenta un passo avanti, ma solo se l’utente sceglie di sfruttarli.





