Google rafforza la propria offerta di intelligenza artificiale per la sicurezza informatica con Gemini 4 Carbon, un modello progettato per individuare vulnerabilità nei software, verificarne la presenza e contribuire alla scrittura delle correzioni necessarie.
La nuova tecnologia nasce come evoluzione di Gemini 4 Argon, dal quale eredita le principali capacità di elaborazione e le misure di protezione contro gli utilizzi impropri.
L’obiettivo è mettere a disposizione degli specialisti della cybersecurity uno strumento capace di accelerare l’identificazione dei problemi di sicurezza e lo sviluppo delle relative patch.
L’accesso a Gemini 4 Carbon sarà inizialmente limitato a un gruppo selezionato di organizzazioni, con una successiva estensione prevista per i partner che partecipano al Fairwind Program.
Gemini 4 Carbon supera GPT-6 Astra e Claude nei test di Google
Le prestazioni del nuovo modello sono state illustrate attraverso una serie di benchmark pubblicati dall’azienda di Mountain View.
Secondo i risultati comunicati da Google, Gemini 4 Carbon supera Gemini 4 Argon, GPT-6 Astra, Claude Opus 5.5 e Claude Fable 5.1 nella maggior parte delle prove considerate.
I test comprendono diversi ambiti, tra cui la programmazione agentica, la comprensione di contenuti multimodali e la capacità di utilizzare strumenti e interfacce informatiche.
I miglioramenti più significativi emergerebbero però nelle attività direttamente collegate alla sicurezza dei software.
Carbon sarebbe particolarmente efficace nell’individuazione, nella verifica e nella correzione delle vulnerabilità, tre operazioni fondamentali per ridurre i rischi informatici.
Le valutazioni si basano sui benchmark presentati da Google e non costituiscono, da sole, una verifica indipendente delle prestazioni del modello.
Patch di sicurezza, i miglioramenti rispetto a Gemini 4 Argon
Uno degli aspetti maggiormente evidenziati riguarda la capacità di produrre codice sicuro.
Gemini 4 Carbon avrebbe raggiunto un tasso di successo più che doppio rispetto a Gemini 4 Argon nella generazione di codice conforme ai requisiti di sicurezza previsti dai test.
Il team di Chrome avrebbe inoltre rilevato risultati oltre dieci volte superiori nella produzione di patch rispetto a un modello concorrente utilizzato come riferimento.
Queste capacità potrebbero risultare utili nelle attività di manutenzione dei software, soprattutto quando è necessario analizzare rapidamente un problema e predisporre una correzione.
La qualità delle patch generate dall’intelligenza artificiale resta comunque un elemento da verificare attraverso procedure di controllo e validazione prima dell’impiego nei sistemi reali.
Prompt injection, Google rafforza le difese del modello
La sicurezza riguarda anche il comportamento dell’intelligenza artificiale quando entra in contatto con contenuti potenzialmente malevoli.
Tra i rischi considerati figurano gli attacchi di prompt injection, nei quali istruzioni nascoste all’interno di pagine web o documenti tentano di modificare il comportamento del modello.
Secondo i test interni di Google, Gemini 4 Argon eseguiva queste istruzioni nello 0,7% dei casi, mentre Gemini 4 Carbon non avrebbe ceduto ad alcuno dei tentativi inclusi nelle prove effettuate.
Il risultato indica un miglioramento nei test dichiarati dall’azienda, ma non dimostra che il modello sia immune a qualsiasi possibile attacco.
Google segnala inoltre progressi nel rispetto delle istruzioni ricevute e nella capacità di evitare comportamenti non richiesti.
Quando non dispone di informazioni sufficienti per completare un’attività, Carbon sarebbe maggiormente orientato a chiedere l’intervento dell’utente, anziché procedere attraverso ipotesi non verificate.
Quando sarà disponibile Gemini 4 Carbon?
Google ha scelto una distribuzione iniziale controllata, riservando il modello a un numero limitato di organizzazioni attive nel settore della sicurezza informatica.
L’accesso dovrebbe essere ampliato gradualmente ai partner del Fairwind Program, mentre non sono state ancora comunicate tempistiche per una disponibilità generale.
L’azienda valuterà successivamente un’eventuale apertura a imprese, sviluppatori e consumatori.
Gemini 4 Carbon rappresenta quindi un ulteriore sviluppo dell’intelligenza artificiale applicata alla cybersecurity, con particolare attenzione all’automazione dell’analisi delle vulnerabilità e alla produzione di correzioni software.





