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Intelligenza artificiale nella sanità: cresce l’uso tra medici e cittadini

Secondo il Politecnico di Milano l’AI generativa è sempre più diffusa, ma restano criticità su formazione e consapevolezza digitale
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L’intelligenza artificiale generativa sta conquistando rapidamente il settore sanitario italiano. In appena un anno, l’utilizzo di strumenti basati su AI da parte dei medici specialisti e dei medici di famiglia è aumentato in modo significativo, raggiungendo il 61%. Parallelamente, anche i cittadini mostrano una crescente familiarità con queste tecnologie: l’uso dell’intelligenza artificiale è infatti passato dall’11% al 36%.

A evidenziarlo sono gli ultimi dati diffusi dall’Osservatorio Sanità Digitale del Politecnico di Milano, che fotografano una trasformazione sempre più evidente nel rapporto tra tecnologia e salute. Tuttavia, nonostante la forte crescita dell’adozione dell’AI, emergono ancora importanti limiti legati alle competenze digitali e alla capacità di riconoscere contenuti generati artificialmente.

L’intelligenza artificiale conquista il mondo sanitario

L’adozione dell’AI generativa tra i professionisti della salute sta accelerando rapidamente. Medici specialisti e medici di medicina generale utilizzano sempre più spesso strumenti intelligenti per attività di supporto clinico, gestione dei dati sanitari, ricerca di informazioni e semplificazione dei processi amministrativi.

Secondo il report del Politecnico di Milano, oltre sei medici su dieci hanno già sperimentato o integrato sistemi di intelligenza artificiale nella propria attività professionale. Un dato che conferma come l’innovazione tecnologica stia modificando profondamente il settore sanitario.

L’interesse verso queste soluzioni è legato soprattutto alla capacità dell’AI di migliorare l’efficienza operativa, velocizzare l’analisi delle informazioni e supportare i professionisti nella gestione quotidiana dei pazienti.

Formazione ancora insufficiente tra i professionisti

Nonostante la diffusione crescente degli strumenti basati su AI, il livello di preparazione specifica resta ancora limitato. L’indagine evidenzia infatti che solo il 2% dei medici specialisti possiede competenze considerate buone o ottime nel campo dell’intelligenza artificiale.

A preoccupare è anche la difficoltà nel distinguere contenuti reali da quelli generati artificialmente: appena il 17% dei professionisti sanitari riesce a riconoscere testi o informazioni prodotti dall’AI.

Questo scenario mette in luce la necessità di investire maggiormente nella formazione digitale del personale sanitario, soprattutto in una fase in cui l’intelligenza artificiale viene integrata sempre più spesso nei processi clinici e decisionali.

Cresce l’uso dell’AI tra i cittadini

L’espansione dell’intelligenza artificiale non riguarda soltanto il personale medico. Anche i cittadini italiani stanno utilizzando sempre più frequentemente strumenti basati su AI per ottenere informazioni sulla salute, interpretare sintomi o ricevere suggerimenti.

Secondo i dati dell’Osservatorio, la percentuale di utenti che utilizza l’intelligenza artificiale in ambito sanitario è più che triplicata nell’ultimo anno, passando dall’11% al 36%.

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda l’uso dell’AI per l’autodiagnosi. In quasi la metà dei casi, infatti, i cittadini si affidano a chatbot e piattaforme intelligenti per cercare di interpretare sintomi o ottenere indicazioni preliminari su possibili problemi di salute.

Opportunità e rischi dell’AI in medicina

La diffusione dell’intelligenza artificiale nella sanità apre nuove opportunità per migliorare prevenzione, diagnosi e gestione dei pazienti. Tuttavia, gli esperti sottolineano anche i rischi legati a un utilizzo scorretto o poco consapevole di queste tecnologie.

L’assenza di competenze adeguate potrebbe infatti aumentare il rischio di disinformazione sanitaria, errori interpretativi e utilizzo improprio degli strumenti digitali, soprattutto quando l’AI viene impiegata dai cittadini senza supervisione medica.

Per questo motivo, il tema della formazione e dell’educazione digitale viene considerato centrale per accompagnare la trasformazione tecnologica della sanità nei prossimi anni.

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Immagine di Redazione

Redazione

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