Una nuova proposta del governo statunitense potrebbe cambiare radicalmente le regole di accesso per i turisti internazionali. L’iniziativa, attualmente allo studio, prevede che i viaggiatori provenienti da decine di Paesi che accedono agli Stati Uniti attraverso il programma Esta (Electronic System for Travel Authorization) debbano fornire la cronologia dei propri account social degli ultimi cinque anni come parte del processo di autorizzazione all’ingresso.
L’iniziativa del DHS e della CBP
La misura, promossa dal Department of Homeland Security (DHS) e dalla Customs and Border Protection (CBP), fa parte di un più ampio piano di inasprimento delle politiche migratorie rilanciato con l’amministrazione Trump. La proposta è stata ufficialmente depositata e resa pubblica tramite il Federal Register, la pubblicazione ufficiale del governo federale.
Informazioni richieste ai turisti
Oltre alla cronologia dei social media, la normativa includerebbe anche la richiesta di indirizzi email e numeri di telefono utilizzati nei cinque e dieci anni precedenti, oltre a informazioni dettagliate sui familiari dei richiedenti. L’obiettivo dichiarato è quello di rafforzare i controlli di sicurezza alle frontiere, aumentando la capacità delle autorità di individuare eventuali rischi o minacce prima dell’ingresso nel Paese.
Come funziona oggi il programma Esta
Il programma Esta, attualmente in vigore, consente ai cittadini di circa 40 nazioni – tra cui Italia, Regno Unito, Irlanda, Francia, Giappone e Australia – di visitare gli Stati Uniti per un massimo di 90 giorni senza la necessità di ottenere un visto tradizionale. La procedura prevede la compilazione di un modulo online, il pagamento di una tassa una tantum di 40 dollari (circa 34 euro) e resta valida per due anni, durante i quali è possibile effettuare più ingressi nel territorio statunitense.
Possibili conseguenze in vista dei Mondiali
La proposta arriva in un momento delicato, poiché gli Stati Uniti si preparano a ospitare i Mondiali di calcio, previsti per il prossimo anno. L’introduzione di requisiti più stringenti potrebbe comportare rallentamenti o disagi per migliaia di visitatori internazionali attesi per l’evento sportivo.
Verso una maggiore sorveglianza digitale
Secondo quanto riportato dalla BBC e dal Washington Post, l’iniziativa rappresenta un ulteriore tassello della strategia dell’amministrazione Trump per aumentare la sorveglianza e il controllo sull’immigrazione legale, anche attraverso strumenti tecnologici e digitali. Il governo, infatti, ha già avviato processi simili riguardanti gli studenti stranieri, le cui attività sui social media sono sottoposte a controlli specifici durante l’esame delle richieste di visto.
Dubbi su privacy e libertà individuali
L’estensione di queste misure ai turisti potrebbe sollevare interrogativi sul rispetto della privacy e sull’effettiva efficacia di un controllo così capillare. Non sono mancate le critiche da parte di organizzazioni per i diritti civili, che temono possibili abusi e una limitazione della libertà individuale.
Se approvata, la nuova normativa cambierebbe in modo sostanziale l’esperienza di chi intende viaggiare negli Stati Uniti per turismo o affari. I tempi e le modalità dell’eventuale entrata in vigore non sono stati ancora definiti, ma il dibattito pubblico su sicurezza, libertà e diritto alla riservatezza è destinato ad intensificarsi.





