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UniversityBox svela come coinvolgere la Gen Z: insight esclusivi da Intersections

Durante l’evento Intersections, la piattaforma media ha presentato una ricerca su abitudini, aspettative e driver di engagement dei giovani italiani in otto settori strategici
Generazione Z

La Generazione Z non è più un target da interpretare, ma una voce da ascoltare. A sottolinearlo è stata UniversityBox, piattaforma media che connette brand e giovani, protagonista all’evento Intersections — punto d’incontro tra marketing, tecnologia e creatività. Nel corso del workshop #chiediloallagenz – Il nuovo linguaggio dell’engagement, UniversityBox ha portato sul palco dati inediti, testimonianze dirette e una visione concreta su come costruire relazioni autentiche con la Gen Z.

Al centro dell’evento, una ricerca esclusiva condotta su oltre 1.200 giovani italiani, appartenenti alle tre fasce principali della Gen Z: Young (18-21 anni), Core (22-25 anni) ed Early (26-30 anni). L’indagine ha analizzato il rapporto tra questi utenti e otto settori chiave: fashion, banking, travel, food, tech, telco, automotive e media.

Pagamenti digitali e banking: tra abitudini consolidate e nuove aspettative

Nel settore fintech, i dati indicano un’elevata adozione di strumenti digitali: il 38% della Gen Z usa quotidianamente app di pagamento, mentre solo il 6% non ne possiede una. Anche l’esperienza bancaria è ormai digitalizzata, con il 60% che utilizza app bancarie su base regolare e il 32% che partecipa a programmi di loyalty, a cui si aggiunge un 24% di potenziali nuovi interessati.

La fidelizzazione bancaria, tuttavia, richiede un’evoluzione: le giovani generazioni cercano esperienze personalizzate e iniziative che vadano oltre la convenienza.

Fashion e automotive: loyalty sì, ma solo se autentica

Nel comparto fashion, il dato sorprendente è che il 74% degli utenti non possiede un’app dedicata all’abbigliamento. Tuttavia, il 45% manifesta interesse per programmi di loyalty legati a community e valori condivisi, a fronte di un 32% già attivo in programmi fedeltà.

Nel settore automotive, il 56% non ha app dedicate, ma emerge un forte interesse (30%) per promozioni riservate agli studenti e premi esperienziali, dimostrando che le leve di engagement devono puntare su proposte concrete e vicine al vissuto quotidiano.

Tech e travel: due settori dove la Gen Z influenza le famiglie

La tecnologia è il primo ambito in cui la Gen Z guida le decisioni d’acquisto dei familiari. Il 46% utilizza app tech regolarmente, anche se il 36% ne è ancora sprovvisto. Un dato che indica potenziale di crescita, se supportato da contenuti informativi accessibili e format interattivi.

Il travel è il secondo settore con influenza familiare diretta. Il 48% usa app di viaggio con continuità, mentre il 17% non ne possiede una. La Gen Z viaggia informata e vuole esperienze personalizzate, promozioni smart e soluzioni di mobilità sostenibile.

Food e telco: engagement già attivo, ma migliorabile

Nel comparto food & beverage, il 28% usa app ogni settimana, mentre il 35% partecipa già a programmi di loyalty, rendendolo il settore con il più alto tasso di engagement attivo. Il 29%, tuttavia, non ha ancora app installate: l’inclusività digitale resta una priorità.

Nelle telco, il 49% utilizza app con frequenza e il 32% chiede programmi di loyalty più chiari e personalizzati. C’è interesse, ma mancano esperienze costruite su misura e percorsi di fidelizzazione trasparenti.

Media ed entertainment: massima fruizione, bassa fidelizzazione

Con il 44% della Gen Z che utilizza ogni giorno app di intrattenimento, i media sono il settore più fruito, ma solo il 17% partecipa a programmi di loyalty. Questo indica un potenziale enorme per strategie che trasformino il consumo passivo in coinvolgimento attivo.

C’è sete di contenuti, ma anche desiderio di riconoscimento e interazione. Le aziende media dovranno puntare su community, gamification e premi su misura.

Il workshop: dialogo aperto tra brand e creator

Durante il panel organizzato da UniversityBox con Alkemy Nova, moderato dal giornalista Antonio Ravenna (Forbes Italia), si è dato spazio diretto alla voce della Generazione Z. Creator come Giacomo Luppi (ceo di Chapeau Media) e Marianna Turco (studentessa MSc in marketing management) hanno condiviso esperienze concrete e aspettative reali.

Il confronto con brand leader, tra cui Mediaset rappresentata da Andrea Delogu, ha mostrato come ascolto, empatia e co-creazione siano le chiavi per trasformare la relazione con i giovani da unidirezionale a partecipativa.

UniversityBox: l’ecosistema della Gen Z

UniversityBox si conferma il punto di riferimento per la comunicazione con la Generazione Z. Con una community attiva di oltre 1 milione di utenti, 10 milioni di reach social e più di 16,5 milioni di eventi tracciati ogni anno, la piattaforma media italiana offre accesso diretto a studenti, giovani professionisti e famiglie.

I tassi di CTR, tra il 4% e il 22%, testimoniano l’efficacia del modello di engagement basato su contenuti reali, dati e ascolto continuo. Collaborando con 15 brand internazionali, UniversityBox unisce media, formazione e mercato, aiutando le aziende a parlare con la Gen Z, non solo alla Gen Z.

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Immagine di Redazione

Redazione

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