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ENPA e Adozioni, la nuova Campagna per Cambiare la Vita

adozioni animali

Chi ama gli animali ha responsabilità individuali e collettive: ecco la nostra intervista a Giusy D’Angelo di ENPA sulla nuova campagna per le adozioni

A febbraio l’Ente Nazionale per la Protezione degli Animali (ENPA) ha lanciato la bella campagna nazionale “Imperfetti Cercasi” per incentivare le adozioni dirette (ne avevamo parlato in questo approfondimento), responsabili e consapevoli, dei tanti animali abbandonati ospiti dell’Ente e pronti per essere adottati. Qui la nostra intervista a Giusy D’Angelo, Responsabile Nazionale Centro Comunicazione e Sviluppo di ENPA, che invita a riflettere tanto sulle responsabilità di ogni individuo quanto su quelle dell’intera comunità.

 

Giusy D’Angelo, la campagna per le adozioni “Imperfetti Cercasi” colpisce per originalità e semplicità del messaggio: scene divertenti in cui le “imperfezioni” dei padroni diventano dei pregi se guardati dal punto di vista degli animali, con cani estasiati dal padrone che non sparecchia mai la tavola, gatti felicissimi del disordine del loro proprietario, e così via. Come vi è venuta questa idea, e cos’hanno gli animali da insegnarci che non tutti abbiamo ancora compreso?

Gli animali hanno il potere di vivere le emozioni, e non hanno tutti i costrutti che abbiamo noi umani, abituati come siamo ad avere una vita sociale estremamente piena e caotica, condotta come un’unica mega-attività in cui raramente riusciamo a raggiungere una piena accettazione del nostro sé.

L’animale è immune dalle strutture mentali che ci siamo costruiti, come ad esempio i valori economici o le preoccupazioni dell’apparire; l’animale ha una scala di valori che riguarda solamente il lato affettivo: sa perdonare, non fa pesare il sacrificio, è onesto e puro nel comunicare le sue emozioni.

È questa loro dote che ci permette di stabilire quel legame chimico tra uomo e animale che ci regala tanti benefici: quella “risata” che ci investe quando torniamo a casa, la salutare attività fisica che l’animale ci porta a fare anche quando siamo stanchi o svogliati, la capacità che hanno gli animali di farci trovare il contatto sociale con altre persone, perché l’animale è un eccezionale catalizzatore di socialità.

La campagna IMPERFETTI CERCASI nasce su questi principi: la cosa bella che gli animali ci insegnano è che non esistono barriere, per loro tutto ciò che conta è la personalità e l’individuo stesso, e quindi da loro impariamo a guardare oltre. A un animale non interessa per nulla se il cane è tripode o il gatto è senza coda, non gli importa se gli diamo una ciotola d’argento o la ciotolina biodegradabile. Per l’animale ha valore il nutrirsi, soddisfare i suoi bisogni, e la condivisione: quel famoso detto, “dove si mangia in due, si mangia in tre” per gli animali è assolutamente vero. Gli animali traggono ricchezza dalla semplicità.

 

80 mila gatti e 50 mila cani abbandonati in Italia ogni anno. Questi i dati impressionanti sull’abbandono nel nostro Paese, nonostante leggi che puniscono più duramente questo reato. Praticamente una città come Cagliari o Ferrara, ogni anno, interamente popolata di animali abbandonati, e un fenomeno del randagismo per cui si stimano almeno 600 mila randagi in Italia, quasi la popolazione di Palermo. Come possono esserci ancora numeri così alti?

Le leggi chiaramente sono di aiuto, ma questi dati purtroppo sono reali. Dobbiamo considerare due tipologie di randagismo: da una parte c’è un randagismo rurale, presente soprattutto nel Centro-Sud e nelle Isole, e in generale nei territori in cui è diffusa la caccia e la pastorizia. In questi ambiti è spesso assente la cultura della sterilizzazione, del microchip, e di tutti gli strumenti indispensabili alla prevenzione del randagismo “classico”.

In questi contesti è pertanto necessario lavorare per un vero e proprio cambio culturale, che deve ancora avvenire.

Dall’altra parte, soprattutto al Nord, abbiamo purtroppo quello che io chiamo “randagismo legalizzato”. Si tratta di famiglie che hanno adottato, probabilmente con troppa superficialità, un animale e che dopo poco tempo, magari sei mesi o un anno, decidono di liberarsene contattando una struttura come la nostra e adducendo le “motivazioni” più disparate: dal bambino allergico, alla moglie che non lo sopporta… in questo momento sto andando io stessa a ritirare un cane perché “mordicchia le scarpe”.

Al di là delle ragioni, che possono chiaramente avere anche basi oggettive, si tratta a conti fatti di abbandoni a tutti gli effetti: un ospite in più per i nostri rifugi, un altro individuo in cerca di adozione.

 

E in effetti alla vostra campagna per le adozioni avete aggiunto degli aggettivi, “consapevoli e responsabili”. Come a sottolineare che adottare un animale non è per tutti…

È così. Infatti l’altro messaggio importante che promuoviamo con questa campagna è il valore dell’accettazione, imparare di nuovo a convivere tutti insieme, responsabilmente. E trasmettere il senso di quella che per noi è la “famiglia”, intesa come l’insieme di persone, animali e ambiente.

D’altra parte siamo consapevoli che ci sono persone che hanno difficoltà a coesistere con gli animali; queste persone è giusto rispettarle, e va fatto attraverso il rispetto della legge e della civile educazione: usare il guinzaglio, raccogliere le deiezioni, e altri accorgimenti che sembrano banali e non lo sono.

Vogliamo soprattutto far comprendere che l’animale ospite nei nostri rifugi non è un “difetto”. Non si trova in un rifugio perché è un essere difettoso. Si trova lì per un’assenza di responsabilità.

 

Ha citato i rifugi per gli animali. Con un tasso di abbandono così alto, molte strutture vivono episodi di sovraffollamento, mettendo sempre più pressione alle organizzazioni di soccorso come ENPA…

Confermo. Solo per fare un esempio, la nostra sezione di Pavia in questo momento ospita ben 240 cani, in parte determinati dal randagismo del luogo (pastorizia), ma in larga misura dovuti anche ai sequestri: cani maltrattati, o provenienti da allevamenti abusivi e canili-lager. L’ENPA arriva in soccorso per tutte queste emergenze, e chiaramente si vengono a creare dei sovraffollamenti.

Viviamo inoltre in un momento storico in cui è drasticamente calato il numero dei volontari, fondamentali per il funzionamento dei nostri centri.

La situazione è aggravata da una diminuzione delle adozioni che stiamo vedendo negli ultimi anni: vengono soprattutto ricercati soggetti con caratteristiche fisiche specifiche, come la taglia piccola, e non si guardano le cose veramente importanti come la personalità. È la personalità, non la taglia, il tratto più importante per determinare se un animale è compatibile con un determinato nucleo familiare.

 

Da cui l’importanza di promuovere e incentivare sempre più le adozioni. Ma quali sono i criteri che permettono di stabilire quando un animale è pronto per l’adozione e, viceversa, con quali requisiti una persona o un nucleo familiare vengono considerati adatti per accogliere un animale?

In questo ci vengono in aiuto discipline scientifiche che stanno sempre più progredendo. ENPA si avvale infatti della collaborazione di medici veterinari comportamentalisti, nonché di educatori cinofili. Tutti gli ospiti dei nostri rifugi ricevono così una valutazione accurata della personalità e dell’indice di sicurezza, e questi parametri identificano le probabilità che un animale possa sviluppare un comportamento problematico in certi contesti. Questo ci permette di avere un profilo oggettivo della sua personalità, e proporlo a una famiglia che abbia a sua volta le caratteristiche più idonee per adottare un animale con quelle specificità.

Anche le caratteristiche della famiglia vengono individuate con criteri oggettivi, ossia attraverso un colloquio e la compilazione di un apposito questionario.

 

Fate un “matching”, in pratica.

Praticamente sì, un “adoption match”.

 

ENPA è impegnata non solo nell’opera di soccorso, ma anche sul lato della sensibilizzazione. Cosa si può fare per stimolare un vero cambiamento culturale, soprattutto a fronte di un fenomeno degli abbandoni ancora così diffuso?

Oltre ad agire nelle situazioni di emergenza, riteniamo fondamentale insistere soprattutto sull’aspetto della prevenzione, a partire in primo luogo dalle fasce più giovani. È importante la conoscenza, e insegnare presto ai bambini che gli animali hanno i loro bisogni, esattamente come le persone.

Per questo come ENPA sviluppiamo progetti didattici all’interno delle scuole primarie e secondarie, e organizziamo campus, centri estivi e momenti di aggregazione sul territorio in cui i ragazzi possono visitare i nostri rifugi e condividere esperienze con i nostri volontari.

È prezioso anche il ruolo dei social, che ci consentono di diffondere la conoscenza e condividere le nostre iniziative. E poi ci siete voi giornalisti, un veicolo importante per portare la nostra voce e un grande aiuto per noi.

 

A questo proposito, vale la pena ricordare che oltre alle adozioni dirette di cui si occupa la campagna IMPERFETTI CERCASI, ci sono anche altri strumenti con cui è possibile essere di aiuto a ENPA e ai tanti animali ospiti nelle strutture…

Sì. Non tutti hanno la possibilità di adottare un animale, e del resto abbiamo molti animali ospiti che, per storia e caratteristiche, non possono essere inseriti all’interno di un nucleo familiare. A questi si aggiungono moltissimi esemplari di fauna selvatica quali cervi, cinghiali ecc., anche loro soccorsi da ENPA, che chiaramente non si possono adottare. Per questo sul nostro sito mettiamo a disposizione lo strumento dell’adozione indiretta, che è un’azione di sostegno a distanza che consente di aiutare anche animali di questo tipo, venirli a trovare nei nostri rifugi e condividere all’esterno questa esperienza.

Per chi può farlo, è inoltre sempre disponibile l’opportunità di svolgere attività di volontariato presso una delle numerose strutture ENPA, presenti in tutto il territorio nazionale.

 

Abbiamo affrontato temi importanti, il randagismo, le adozioni consapevoli, il ruolo degli enti di soccorso come ENPA. C’è un altro argomento che le sta particolarmente a cuore?

Uno in particolare: la prevenzione per i casi di maltrattamento sugli animali. Ci tengo molto, e voglio soprattutto ricordare una cosa: gli studi psichiatrici hanno dimostrato da tempo che un atto di violenza compiuto su un animale può poi essere fatto anche su persone: donne, anziani, bambini.

Invito e inviterò sempre a non avere alcuna paura di informare le autorità su qualunque caso di violenza sugli animali di cui si è testimoni: la stessa persona che ne è responsabile, oltre a rappresentare un pericolo per gli altri, ha probabilmente bisogno di un aiuto specifico.

 

Spesso i maltrattamenti non vengono denunciati per il timore di ritorsioni…

È vero, e proprio per questo è prevista la possibilità di denunciare in forma anonima, ed essere così tutelati. Con la denuncia non solo salviamo l’animale ma preveniamo anche altri fatti potenzialmente gravi, e lo possiamo fare conservando l’anonimato. Per le autorità a cui rivolgersi c’è in primo luogo la Polizia Municipale, e naturalmente ci sono i Carabinieri delle Unità Forestali. È possibile eventualmente rivolgersi anche alle Guardie Zoofile di ENPA, composte da volontari abilitati a monitorare queste situazioni.

 

Per concludere, cosa pensa di questa frase: “adottare un animale è il più bel dono che ci possiamo fare”?

Penso che sia proprio così. La nostra vita cambia, e scopriamo l’amore. Quando nella nostra esistenza entra un individuo che ci ama e si fa amare, rigenera le nostre energie. Sviluppa in noi ossitocina, che è quell’ormone che ci permette di sorridere alla vita.

 

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Team Comunicazione
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