Nel primo trimestre del 2026, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Agcom) ha inflitto ad Apple una multa di 98,6 milioni di euro per aver abusato della sua posizione dominante nel mercato delle piattaforme per distribuire applicazioni su iOS. La sanzione riguarda la sua politica sulla privacy, l’App Tracking Transparency (ATT), che ha limitato la concorrenza a sfavore degli sviluppatori terzi di applicazioni.
Perché Apple è finita sotto accusa?
Apple, come proprietaria esclusiva dell’App Store, ha il monopolio sulla distribuzione di app per i dispositivi iOS, e questo le ha permesso di imporsi sugli sviluppatori. Secondo Agcom, la politica App Tracking Transparency (ATT) ha creato un abuso di posizione dominante poiché ha imposto agli sviluppatori un doppio consenso per l’uso dei dati degli utenti, in contrasto con i principi della privacy. Il consenso imposto da Apple sarebbe stato giudicato come inadeguato per rispondere pienamente alla normativa europea sulla protezione dei dati personali (GDPR). Gli sviluppatori sono stati obbligati a chiedere un secondo consenso che avrebbe ostacolato la raccolta e l’uso dei dati per scopi pubblicitari, penalizzando le loro attività.
I dati della sanzione: un danno per la concorrenza
Agcom ha evidenziato che la politica di Apple ha influito negativamente sugli sviluppatori, limitando la loro capacità di raccogliere dati personali necessari per creare pubblicità mirata e guadagnare dagli spazi pubblicitari. La politica, che è stata applicata unilateralmente, avrebbe danneggiato gli interessi degli sviluppatori e minato la concorrenza leale nel settore.
La risposta di Apple alla multa
Apple ha reagito con fermezza alla sanzione di Agcom, difendendo la sua politica di privacy come un diritto umano fondamentale. L’azienda ha dichiarato che l’ATT è stato implementato per dare agli utenti il pieno controllo sulla loro privacy, consentendo loro di decidere se consentire il tracciamento delle attività. Inoltre, ha ribadito che questa politica si applica in egual misura a tutti gli sviluppatori, Apple inclusa, e che la decisione dell’Agcom favorisce le aziende di advertising e data broker che desiderano accedere senza restrizioni ai dati degli utenti.
Il futuro legale di Apple: ricorso in Appello
Nonostante la multa, Apple ha dichiarato che presenterà ricorso contro la decisione di Agcom, sostenendo che l’ATT abbia contribuito in modo positivo a proteggere la privacy degli utenti. La battaglia legale è quindi destinata a continuare, con Apple pronta a difendere la validità della sua politica di privacy e la sua posizione di leader nel settore tecnologico.





