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Meta AI sotto esame: la Commissione Ue indaga sull’assistente obbligatorio

Dopo le segnalazioni dell’eurodeputata Ostrihoňová, Bruxelles valuta la conformità della presenza forzata dell’IA di Meta su WhatsApp, Instagram e Messenger alle normative europee
Meta AI

La presenza fissa dell’assistente Meta AI su piattaforme come WhatsApp, Instagram e Messenger ha sollevato nuove preoccupazioni tra gli utenti europei e la politica. A innescare il dibattito è stata l’impossibilità di disattivare l’icona dell’IA, introdotta dalla società di Mark Zuckerberg come parte della sua strategia per diffondere assistenti intelligenti integrati nei social media.

Secondo Meta, la funzionalità è opzionale: non è obbligatorio interagire con l’assistente, e i messaggi privati non vengono analizzati. Tuttavia, i contenuti pubblici su Instagram e Facebook possono essere utilizzati per l’addestramento dell’IA, creando un precedente che ha messo sull’attenti diversi osservatori in Europa. La modalità di implementazione – visibile ma non disattivabile – ha spinto numerosi utenti a rivolgersi ai propri rappresentanti politici per sollecitare chiarimenti.

Il dibattito al Parlamento europeo

L’europarlamentare slovacca Veronika Cifrová Ostrihoňová, ex giornalista e oggi membro del partito Slovacchia Progressista, ha espresso pubblicamente su X i propri dubbi in merito alla compatibilità di Meta AI con le leggi europee. In particolare, ha chiesto alla Commissione se fosse a conoscenza della nuova funzionalità e se essa rispetti l’AI Act e le normative sulla privacy vigenti nell’UE. A supporto della sua richiesta, ha presentato anche una domanda scritta indirizzata al vicepresidente esecutivo e al commissario Henna Virkkunen.

Meta aveva già sospeso il rilascio della sua IA in Europa a giugno 2024, in attesa di garantire piena conformità al quadro normativo europeo. La nuova versione, ora disponibile, è infatti limitata rispetto a quella statunitense: l’assistente non può creare immagini, né mantenere memoria delle interazioni con l’utente. Inoltre, è stata rimossa la possibilità di invocarla direttamente nelle chat usando @Meta AI, una decisione che suggerisce una strategia più prudente da parte dell’azienda.

Oggi, Meta AI funziona solo nelle conversazioni dirette con l’assistente, una limitazione che ne riduce notevolmente la praticità. Nonostante ciò, la società ha mantenuto una posizione ferma: per il direttore delle comunicazioni internazionali Joshua Breckman, si tratta di una funzionalità alla pari con altre presenti sulle app, come i Canali o i messaggi effimeri, che sono lì ma non obbligano all’interazione.

Meta insiste inoltre sul fatto che la privacy resta una priorità, e afferma che la reazione degli utenti è stata in larga parte positiva. Tuttavia, le ricerche online raccontano una realtà diversa in Europa, e in particolare in Italia, dove la query più cercata su Google riguardo Meta AI non è “come funziona”, ma “come disattivarla”.

Ora che la Commissione Europea ha avviato un’indagine, non è da escludere un nuovo intervento. L’Unione si è mostrata in passato rigorosa contro le pratiche che compromettono la libertà di scelta degli utenti, specie in ambito di dati e privacy. Tuttavia, in un contesto politico internazionale complesso – con il ritorno alla presidenza USA di Donald Trump – l’Unione potrebbe preferire evitare tensioni con Washington.

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Redazione

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