Per quasi due decenni, il verbo “googlare” è stato sinonimo universale di “cercare risposte online”. Ma il panorama sta cambiando radicalmente. Con l’ascesa di strumenti di intelligenza artificiale generativa come Gemini, ChatGPT e Perplexity, le persone ottengono risposte immediate senza dover cliccare su un singolo sito web. Anche le ricerche su Google spesso presentano panoramiche generate dall’IA, rendendo superflua la visita a una pagina esterna.
Questo scenario rivoluzionario costringe i marketer a una domanda cruciale: la SEO è morta? Gli esperti che si preparano a intervenire al Content Marketing World offrono una risposta chiara: la SEO non è finita, ma deve evolvere. Non si tratta più di ottimizzare solo per gli algoritmi, ma di diventare una risorsa autorevole e affidabile per un pubblico sempre più frammentato.
Adattare le tattiche per i “motori di risposta”
La nuova sfida non è più solo apparire in cima ai risultati di ricerca, ma essere la fonte di conoscenza che alimenta le risposte dell’intelligenza artificiale. L’obiettivo è ottimizzare per l’acquisto, puntando su contenuti che abbiano un intento commerciale chiaro. Secondo Andy Crestodina, co-fondatore di Orbit Media Studios, le “money phrase” che le persone usano quando sono pronte a comprare mantengono un alto tasso di clic. È fondamentale iniziare da lì, rendendo le pagine dei servizi il punto di partenza della nuova strategia SEO.
Inoltre, è essenziale sfruttare i dati strutturati (noto anche come schema markup). Come spiega Martha van Berkel, CEO di Schema App, questo codice aiuta le macchine a comprendere con precisione l’argomento dei contenuti, aumentando le probabilità di essere citati nelle panoramiche generate dall’IA.
Non solo testo: contenuti originali e incentrati sull’uomo
In un mondo dove l’IA può generare contenuti standard in pochi secondi, la chiave per distinguersi è creare materiale unico e insostituibile. I marketer non possono più accontentarsi di “contenuti consensuali” o di base. Come sottolineato da Zontee Hou di Convince & Convert, l’attenzione deve spostarsi su ricerche originali, opinioni di esperti, casi di studio e approfondimenti che solo il tuo brand può offrire.
Secondo Tiffany Grinstead, vicepresidente di Nationwide, i contenuti generici non porteranno da nessuna parte. È necessario mettere in mostra le proprie competenze e creare esperienze più ricche e pertinenti, utilizzando non solo il testo, ma anche immagini, video e audio. Questo approccio non solo affascina il pubblico, ma offre ai crawler dell’IA una varietà di formati da indicizzare. L’esperto è la nuova star del content marketing, e i migliori contenuti nasceranno da conversazioni tra professionisti, non solo da scrittori esperti.
Metti al centro il brand, non le keyword
La nuova era della “scoperta” va oltre il semplice ranking. Secondo Josh Baez di NetLine, l’obiettivo non è più posizionarsi, ma guadagnare fiducia e diventare la fonte di riferimento per gli acquirenti, ovunque essi si trovino: su Forbes, su un forum di Reddit o su una piattaforma di recensioni. Il brand deve essere individuabile e affidabile nel momento esatto in cui un potenziale cliente formula una domanda.
Andrew Davis, autore di The Loyalty Loop, sostiene che la SEO tradizionale è morta perché l’IA “ruba” le risposte. La soluzione? Costruire un brand così straordinario da spingere le persone a cercarlo per nome. L’attenzione deve spostarsi dalle metriche di vanità, come il traffico complessivo, a quelle che riflettono un impatto aziendale reale: conversioni organiche, impressioni del brand e coinvolgimento dell’utente. Come afferma Robert Rose di Seventh Bear, l’obiettivo non è più ottimizzare per le visualizzazioni di pagina, ma per la “presenza” e la riconoscibilità.





