Nel mese di settembre, dedicato a livello globale alla sensibilizzazione sulla demenza, l’Alzheimer’s Society ha lanciato una campagna dal forte impatto emotivo dal titolo “A Personal Appeal”. Il progetto punta a mostrare quanto la diagnosi di Alzheimer non colpisca solo il paziente, ma si rifletta su un’intera rete sociale fatta di familiari, operatori sanitari, ricercatori e cittadini comuni.
La storia di Rachel e il suo appello
Lo spot principale della campagna, un video di oltre un minuto, racconta la storia di Rachel, una donna che ha appena ricevuto la diagnosi di Alzheimer. Seduta sul divano, si riprende con il cellulare mentre lancia un appello personale. Parla con schiettezza delle sue paure: dalla perdita dell’autonomia al timore di non riconoscere più i suoi cari, passando per l’angoscia di diventare un peso per la propria famiglia. Il suo racconto si fa sempre più intenso, rivelando la profondità dell’impatto psicologico che la diagnosi comporta.
Accanto a Rachel ci sono il marito e la figlia, ma, come lei stessa ammette, il solo sostegno familiare potrebbe non bastare con il progredire della malattia. È a questo punto che, nella stanza, iniziano ad apparire progressivamente figure chiave della rete assistenziale: medici, volontari, infermieri, ricercatori. La scena simboleggia la necessità di un impegno collettivo per affrontare l’Alzheimer.
“It will take a society”: il messaggio al cuore della campagna
Il messaggio centrale – “It will take a society to beat dementia” – viene ripreso da una voce fuori campo che trasforma l’appello di Rachel in un invito all’intera collettività, evidenziando il doppio significato del termine “società”. Da un lato si richiama l’Alzheimer’s Society stessa, organizzazione che da anni lavora nel Regno Unito per fornire supporto ai pazienti e ai caregiver; dall’altro, si chiama in causa la società civile nel suo insieme, sollecitata ad assumersi una responsabilità condivisa nella lotta alla demenza.
Il ruolo del regista Eugen Merher
Eugen Merher, regista della campagna, ha spiegato come la realizzazione dello spot lo abbia portato a comprendere il vero impatto sociale della demenza. Secondo Merher, quando una persona riceve la diagnosi, non cambia solo la sua vita: l’intero ecosistema relazionale e familiare viene coinvolto e trasformato. Il potere della comunità, evidenzia il regista, può rappresentare una risorsa fondamentale per affrontare le sfide poste dalla malattia.
Un racconto ispirato a storie vere
Rachel non è un personaggio inventato: la sua storia prende ispirazione da testimonianze reali di pazienti e famiglie colpite dall’Alzheimer. Per rendere il messaggio ancora più autentico, l’Alzheimer’s Society ha commissionato una ricerca condotta su oltre 3.000 persone, analizzando le reazioni alla diagnosi e i cambiamenti che ne derivano nel quotidiano.
La nuova piattaforma per unire ricerca e comunità
La campagna ha anche un obiettivo di lungo termine: il lancio della nuova piattaforma di brand “It will take a society to beat dementia”. Con questa iniziativa, l’organizzazione intende coinvolgere attivamente professionisti della salute, scienziati, finanziatori e cittadini, costruendo alleanze concrete per contrastare l’avanzata della demenza con strategie mirate.
La creatività della campagna è firmata dall’agenzia New Commercial Arts, mentre la pianificazione media è stata curata da Medialab. Lo spot è già in onda su TV, cinema, radio, stampa e piattaforme digitali, a dimostrazione della volontà di raggiungere il pubblico su più canali e stimolare una riflessione collettiva su una delle malattie neurodegenerative più impattanti del nostro tempo.
Un messaggio che unisce e responsabilizza
Con “A Personal Appeal”, l’Alzheimer’s Society cambia prospettiva: non si limita a informare, ma cerca di mobilitare coscienze e risorse per costruire un fronte comune contro l’Alzheimer. Un’iniziativa che non punta solo a commuovere, ma a responsabilizzare, coinvolgendo ogni parte della società in una battaglia che non riguarda solo i malati, ma tutti noi.





