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Dieci Trend 2023 per imprese e consumatori

Le “tendenze” social che nel 2023 porteranno il marketing in un mondo nuovo

Metaverso, evoluzione del cliente, responsabilità e innovazioni… cosa ci riserva il futuro? Almeno per quel che riguarda i principali dieci trend e tendenze “social” del prossimo anno, hanno provato a rispondere a questa ambiziosa domanda i massimi esperti internazionali del settore, le cui riflessioni sono inserite nel “2023 Social Media Trends”, realizzato da Talkwalker e Khoros.

Il report è arricchito da dati ed esempi; ormai giunto alla sua ottava edizione, è in lingua inglese e interamente scaricabile a questo link.

 

Imprese e consumatori agiscono nello stesso contesto

Una notizia, evento, semplice fotografia o altro, un “trend” è un argomento di vasto interesse: cresce, si sgonfia, evolve, ricorre. Tradizionalmente da offline a online, oggi lo sviluppo di un argomento non è più unidirezionale e le conversazioni sui trend possono diventare anch’esse un racconto, “la” tendenza, in un palleggio ciclico che sempre più spesso coinvolge anche i media tradizionali.

L’analisi di questi argomenti aiuta le imprese e i professionisti a farsi trovare pronti e a trarre il meglio da ciò che avviene.

C’è stata la pandemia, la crisi delle materie prime, l’inflazione… le persone ne sono uscite cambiate e la nuova realtà porta a scelte diverse. Sta alle imprese la sfida di rincorrere, accompagnare o guidare questo cambiamento.

 

Dentro al report: ecco i 10 social media trends 2023

Nell’ordine con cui sono proposti nel più esaustivo report, ecco allora un nostro estratto del futuro davvero imminente, con i dieci trend 2023 per imprese e consumatori.

 

1. I cookies verranno finalmente cestinati

Si tratterà in realtà dell’inizio di un percorso per abbandonare la gestione dei dati verso terze parti; probabilmente il punto più “tecnico” della lista, eppure quello che ci riguarda tutti ogni volta chiudiamo una fastidiosa finestrella. Un passaggio, spiega lo studio, che renderà più difficile il lavoro dei pubblicitari e costringerà molte aziende a dotarsi di strumenti di ascolto e direzione del dibattito sui social media.

 

2. I social media si incontreranno con un nuovo standard

Significa che i consumatori stanno diventando sempre più maturi e consapevoli. Le fake news, i dati gonfiati, le scelte teatrali o acchiappa click, che magari funzionavano nel primo web e talvolta pagano ancora, ormai sono sempre più superate dal “fact check” immediato e a portata di ricerca rapida. Falsità e trucchetti vengono riconosciuti e smascherati, mentre in tempi di conflitti internazionali cresce l’attenzione verso i temi della cyber security e della trasparenza nell’uso delle informazioni personali.

 

3. Ci sarà la grande innovazione che porterà alla “decentralizzazione” dei social network

Nell’ultimo periodo si sono diffuse, in alcune bolle e nicchie di “community”, delle reti social alternative alle più famose. Gli utenti hanno diverse e particolari istanze, tra chi chiede un controllo più serrato del sistema, chi uno più libero, chi ha bisogno di un social più adatto ai propri scopi, lavorativi, ludici, politici, sportivi che siano. Le imprese dovranno capire se e come intervenire in questo processo, per esempio seguendo il proprio pubblico lì dove si troverà meglio.

 

4. I social media multi sensoriali forniranno contenuti per tutti

Nei prossimi anni verranno realizzati contenuti in grado di “attraversare” i nostri sensi. Pensiamo alla nuova primavera che stanno vivendo per esempio i contenuti audio, della diffusione che hanno assunto format video sempre più complessi e creativi, del moltiplicarsi di superfici “touch”, alle frontiere che si aprono con il metaverso. Si tratta però anche dell’opportunità offerta da nuove comunità di utenti che reinventano servizi e oggetti e ne moltiplicano così la portata. Il segreto anche in questo caso è ascoltare l’utente.

 

5. Il social commerce avrà crescite e ricadute

Se comprare (o vendere) sui social può sembrare più semplice, alcuni di noi semplicemente non lo stanno facendo. Così mentre mezza Cina acquista sui social network, altrove questo per ora non avviene. L’occasione di stare a contatto con i compratori sembra evidente, ma forse sono pochi settori merceologici a cui conviene investire in un processo di vendita che in realtà richiede tempo e, visto lo strumento informale, un rapporto molto stretto con i potenziali acquirenti.

 

 

6. La corsa al metaverso darà i suoi frutti

C’è fretta di svelare la grande scommessa sul metaverso, con il suo incrocio tra mondo “reale” e digitale, già percepibile nella realtà aumentata. Meglio parlare allora di metaversi al plurale, considerando che alcuni esperimenti annunciati come dirompenti sono già stati abbandonati. Così se a Dubai già edificano città virtuali – con soldi però verissimi – e Bloomberg lo valuta un mercato da mille miliardi, per i brand più piccoli rimane un investimento sì interessante, ma per ora da valutare con prudenza.

 

7. I nuovi strumenti di analisi saranno dirompenti per il marketing

Gli strumenti di analisi dei dati sono già estremamente complessi, eppure la loro tecnologia viene migliorata a un ritmo che non ha eguali in altre industrie. L’uso di questi software previsionali permette di stimare, entro diversi margini, i comportamenti degli utenti; si tratta di elementi fondamentali per le operazioni di promozione e la loro costante ottimizzazione sta cambiando radicalmente il mondo della pubblicità.

 

8. La responsabilità ambientale non sarà più rimandabile

Addirittura l’82% di quasi 20mila persone intervistate lo scorso anno in 28 nazioni del mondo hanno risposto che vogliono aziende che sappiano mettere il pianeta terra davanti al loro profitto. Attenzione però a usarle come bandierine: sostenibilità, inclusione e altre istanze sociali sono valori reali e determinanti soprattutto per le nuove generazioni, sempre più consapevoli e in grado di informarsi riguardo ciò a cui tengono.

 

9. La customer experience diventerà addirittura più social

I social, ovvero il punto di contatto più rapido e diretto per un pubblico che vuole le cose sempre più in fretta e lì dove decide di trovarle. In un mondo in cui diventano sempre più stretti i margini di assenza, quest’anno gli esperti (e i dati) dicono “più social”. Questi sono sì utili a fare attività promozionali, ma soprattutto sono diventati una fonte da ascoltare (e a cui rispondere) con sempre più cura e la massima attenzione.

 

10. Le “personas” sono finite, servirà pensare alle “communities”

Per migliorare i processi di conversione bisognerà togliere le luci dei riflettori dal cosiddetto utente tipo (“persona”, appunto). Il nuovo focus sarà invece sempre più sui processi che coinvolgono il gruppo di riferimento. Mal traducibile come “comunità”, le communities non sono neanche perfettamente riassumibili come “nicchie”. Queste sono caratterizzate da una “filosofia” comune, piccoli e grandi influencer, dibattiti ed evoluzioni proprie: un universo in miniatura pieno di rischi e occasioni.

 

Ascoltare il consumatore per ottenere di più

Le conclusioni del lungo report sono però di poche righe, che riportiamo qui alla lettera:

“Quest’anno tieni a mente una domanda prima di cominciare azioni a sostegno del tuo brand: ‘cosa vuole il tuo consumatore disorientato’?

Poniti come priorità i suoi bisogni per avere una visione più lucida.
Mettiti nelle condizioni di prevedere ogni cambiamento della domanda e assicurati che il tuo brand partecipi in modo critico alle conversazioni dei consumatori.

Abbiamo la reale opportunità di ascoltare più attentamente, lavorare meglio e compiere azioni più efficaci. Comincia dal consumatore e finirai con successo”.

Se vuoi ricevere una consulenza su come puoi integrare i diversi media in una strategia efficace di comunicazione social, allora fai domanda da qui.

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